Google Suggest - Aiutare o Guidare?

Da qualche tempo Google ha messo a disposizione degli utenti statunitensi il suo strumento per il suggerimento delle frasi di ricerca (queries). Questo strumento suggerisce una lista di parole mentre si sta digitando la propria ricerca.

La novità rispetto alla Toolbar, dove la lista di suggerimenti avviene in base alle abitudini di navigazione, sta nel fatto che i suggerimenti avvengono in base alla popolarità della parola, ossia il numero di ricerche. Testando lo strumento, a prima vista neutro, ci siamo posti una domanda: perchè il numero di ricerche dovrebbe essere un buon parametro per suggerire

Il sistema è auto-rinforzante, più una parola è popolare più viene suggerita e di conseguenza più verrà cercata…. Continuando a navigare con il nostro punto interrogativo sulle spalle, abbiamo fatto una ricerca su Google (!) scoprendo che altri si sono fatti le stesse e altre domande.

Quali sono (se ce ne sono) le implicazioni che questo strumento potrebbe avere sul modo di usare la ricerca e le conseguenze per chi si occupa di Marketing per i motori di ricerca.

Alcune delle implicazioni suggerite da e-consultanvy riguardano :

  • cambiamento della lungezza delle parole di ricerca. Gli utenti possono scegliere due strade,
    •  cercare di affinare le loro ricerche rispetto a quelle suggerite. Questo potrebbe rappresentare una opportunità da sfruttare, creando traffico ancora più rilevante e in target;
    • seguire i suggerimenti accorciando le parole di ricerca. Questo creerebbe una sorta di vantaggio competitivo per i siti più rilevanti per frasi di ricerca generali, lasciando meno spazio alla ricerca per l’ottimizzazione su frasi long tail di nicchia;
  • una più difficile gestione della reputazione. Anche se per il vostro marchio avete buoni risultati, lo strumento potrebbe suggerire ricerche con termini negativi, deviando il traffico e danneggiando il marchio. Un articolo fa notare come per la ricerca “Barak Obama” i risultati siano tutti più o meno positivi, ma mentre si digita lo strumento suggerisce “Barak Obama anticristo”!!! Parte del traffico rilevante (ma morboso) finirà per cliccare sul suggerimento.
  • diminuzione degli errori (misspelling) e di conseguenza perdita di valore delle keywords “sbagliate”. Chi otteneva traffico dalla parola “pamigiano regiano” (se mai qualcuno la ha acquistata!) lo vedrà diminuire.
  • esasperazione della concorrenza nel pay per click (e qui il dubbio diventa sospetto). Come abbiamo detto, se chi cerca segue i suggerimenti, ci saranno anche meno parole su cui puntare in AdWords, aumentando notevolmente il costo per ogni click.

Ovviamente queste di e-consultancy sono solo alcune delle conseguenze che potrebbero verificarsi, ma che potrebbero anche non portare a differenze significative. 

Fateci saper cosa ne pensate e se trovate altre possibili conseguenze.

 

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